giovedì 29 maggio 2014

C'era la sera col suo odore di terra e polline a trafiggere un cielo di rosso scarlatto, c'era il tempo e la luna nei nostri occhi di sognatori erranti, c'era la fretta e aveva il sapore del vento estivo e del futuro già dietro di noi che ci trovava mano nella mano a sussurrare, Amore, una vita insieme.
Petali di pezzi d'anima tingono di rosso i miei occhi... Nessun viaggio. Nessun ritorno. Solo l'eterna attesa di un umana quiete. Alessandra Filippi

martedì 4 febbraio 2014

Vi presento "The Circle"

A breve uscirà la prossima creatura dell'emergente gruppo progressive metal Neverdream che avrà il nome "The Circle", con la partecipazione di Andy Kuntz (voce Vanden Plas) e alcuni camei vocali femminili a cui ho avuto il piacere di prestare la voce; e proprio perché la mia è stata una partecipazione iniziata dalla fase di gestazione dell'album fino alla sua nascita, mi permetto di spendere alcune parole sulla band e sul loro nuovo lavoro.Innanzitutto devo ringraziare ciascuno di loro per aver mostrato sempre rispetto ed entusiasmo per il mio lavoro fuori e dentro lo studio di registrazione. Non è cosa da poco entrare in punta di pedi nella vita di un gruppo ed uscirne sentendosi uno di loro, e questo grazie alla capacità che hanno avuto di mettermi sempre a mio agio e di spronarmi ad esprimermi in libertà, senza censure. Secondariamente volevo sottolineare un'aspetto che mi ha sempre spiazzata di loro, ossia la capacità di creare sul momento, esecuzione su esecuzione cambi di melodie su tracce già ben definite dapprima; é anche a questo che si deve il grande risultato dell'album, dall'intrecciarsi armonioso di strumenti e voci, creando una sorta di perturbante equilibrio perfetto, arricchito dalle dissonanze della tastiera e dal groove creato dagli strumenti di chitarra, basso e batteria, e in ultimo, ma non per importanza, il sax che dà un ulteriore colore all'intreccio musicale, addolcendo,dove necessario, la tagliente ritmica atta rimarcare l'atmosfera oscura della narrazione scritta (per chi non lo sa, la parte melodica è stata scritta di pari passo alla narrazione del libro che accompagnerà l'uscita dell'album, dall'omonimo titolo).Ma parlare delle atmosfere create dai Neverdream non è sufficiente a descrivere questo lavoro, che ritengo ottimo sotto due aspetti: la parte tecnica innanzitutto,(e di certo l'ascoltatore e amante del genere se ne accorgerà al primo ascolto), che si esprime nella precisione e nella ricercatezza dei suoni; in secondo luogo, l'attenzione nella stesura dei testi a mantenere i tratti dei personaggi presenti nel libro, arricchiti di sfumature e significati che prendono vita grazie alle scelte melodiche e vocali (relative alla prima voce e ai cori)e che aumentano la tensione musicale, obbligando l'ascoltatore a porre maggiore attenzione ad alcune strofe piuttosto che ad altre, come a rivelare dei punti chiave sull'aspetto psicologico dei personaggi presentati. Chi conosce la band sa già che può aspettarsi ritmiche serrate dallo stampo prog metal e grandi aperture melodiche, tutto mescolato in un sapiente equilibrio musicale, che lascia i dovuti spazi sia alla parte strumentale che a quella vocale e permette perciò l'ampio godimento e apprezzamento di ciascuno strumento (ci tengo a ricordare, anche per i profani, che la voce viene considerata uno di questi). Entrambi gli aspetti sfociano l'uno nell'altro, caratterizzando i personaggi, dando delle vere e proprie linee guida interpretative. Posso parlare solo per me stessa, ma in fase di studio mi è stato molto facile calarmi nei diversi ruoli e la creazione delle diverse voci è stata molto semplificata dalla melodia, che già reclamava al ruolo una certa impronta vocale. Potrei chiudere qui questo post, ma devo decisamente spendere alcune parole sul mio pupillo Giorgio Massimi. Lo devo sinceramente ringraziare non solo perché mi ha proposta al gruppo come voce femminile per la realizzazione dell'album, ma anche perché è stato un eccellente studente, con una crescita notevole nell'arco di questi ultimi due anni, sono stata davvero orgogliosa del suo straordinario lavoro, della duttilità vocale che ha espresso in quest'ultima opera, tecnicamente molto complessa e artisticamente pretenziosa dal punto di vista sia stilistico che emotivo/interpretativo. Non aggiungo altro, perché ciò che vi di essenziale comprendere è nell'album stesso, che aggiunge (ma questo l'ho enunciato sin dall'ascolto della prima bozza melodica)una perla di rara bellezza al panorama musicale prog internazionale. Buon ascolto a tutti! Alessandra Filippi

lunedì 25 novembre 2013

Il risveglio dei sognatori

Quando eravamo bambini ci hanno mostrato il mondo nella sua natura migliore, ci hanno fatto sognare senza insegnarci la realtà, senza dirci nulla della natura peggiore del mondo. Siamo cresciuti in una bolla, la famiglia, e abbiamo creduto che il mondo iniziasse e finisse li; poi ci siamo affacciati e abbiamo provato l'eccitazione per il nuovo, un senso di avventura che ci spronava a guardare oltre il nostro giardino. Ma poco a poco si è insinuata una serpe in seno; l'idea che neanche la famiglia fosse più sufficiente, che padri, figli e fratelli avrebbero lottato tra loro, che anche le persone che avevano promesso di esserci ci avrebbero tradito. E mano a mano, non è stato più solo un pensiero, e'stata una certezza! Sappiamo per certo che padri, figli e fratelli lotteranno tra loro, che le persone che avevano promesso ci tradiranno e che siamo solo un frammento tra altri frammenti. Da bambini ci hanno insegnato a credere, ora ci insegnano ad accettare la realtà. Ci insegnano che non è vero nulla di quello che ci avevamo promesso, che i sognatori e i poeti sono destinati a fallire, che i vincitori sono quelli con la faccia da vincenti, che i corrotti e i furbi fanno parte di questa schiera e che addirittura sono degni di ammirazione per questo. Ci hanno insegnato il rispetto come forma di ammaestramento e in quella enorme scatola che è la televisione ci hanno mostrato che il pensiero e' meno potente dell'azione, anche se essa è brutale e idiota. Ci hanno insegnato a seguire la massa per un senso di inadeguatezza verso un non identificato valore, ci hanno confuso. Ma proprio oggi rinasce l'esigenza del pensare, più viva e più forte che mai, chiede a gran voce spazio; ci dice che la coscienza è la prima forma di conoscenza e di libertà di espressione, che il pensiero è più potente di ogni azione perché risveglia le nostre anime e ci interroga su noi stessi e mette in luce l'unica verità possibile: che non è la società che ci fa, siamo noi che facciamo la società! Da solo questo barlume di luce risveglia i sognatori, da solo sveglia i popoli e li esalta, da solo cambia completamente il senso delle cose che abbiamo intorno, da solo ci rende vivi e certi finalmente che a nulla serve avere una voce se non si è in grado di alzare la testa, che una frase detta a testa bassa è pari a un bisbiglio, e che la vera rivoluzione è credere nel pensiero illuminato dal senso, è vedere il potere per quello che è: una giacca e una cravatta costosa dietro cui ci siamo tutti noi.

giovedì 21 novembre 2013

Qual'è il criterio che si utilizza nella scelta dei compagni? Osservavo alcune coppie all'interno, il loro comportamento, e cercavo di capire a quale tipologia appartenessero; per alcuni è fin troppo facile: l'insicuro/a, l' egocentrico/a, il-la narcisista, l'egoista, il-la sessodipendente etc etc...per altri molto meno. Mi chiedevo se i primi fossero o no chiari segnali per coloro che non cercano altro che buttarsi tra le braccia di una persona compensativa, che sia cioè in grado di sopperire alle personali mancanze senza pretendere nulla, privi cioè della volontà di spronare il compagno al miglioramento; ma anzi crogiolandosi dei limiti dello stesso per esercitare un un ruolo ben preciso, un potere che consentirà loro d assicurarsi una preda facile e facilmente sottoponibile al guinzaglio affettivo. Esistono o no delle persone che riproducono nelle relazioni affettive sempre lo stesso schema affinchè possano colpevolizzare l'altro e non se stessi del probabile fallimento? Esiste o no la possibilità che questo schema sia necessario perchè determinato dalla persona per ragioni psicologiche inconsce? Il narcisista non cerca forse al suo fianco l'individuo dimesso, tendenzialmente fedele, facilmente condizionabile? L'insicuro non cerca forse l'individuo solido e determinato che gli garantisca una certa presenza e, perchè no,una costanza economica? L'egoista non cerca forse una persona malleabile, influenzabile, da sottomettere alle proprie scelte personali? Si potrebbe proseguire all'infinito, ma la vera domanda è: questo schema esiste o è solo la supposizione di un pensatore malevolo? A voi le risposte... Alessandra Filippi

martedì 12 novembre 2013

Oggi voglio spendere un pò del mio tempo per comprendere fino in fondo l'etimologia e il senso di un termine che mi sta molto a cuore: RISPETTO. Il termine rispetto ha origine dal latino respicere (re=indietro, spicere=guardare). La sua etimologia ci suggerisce un dettaglio temporale di non poco conto; il riferimento al passato (remoto o prossimo), al voltarsi per vedere il proprio percorso nella sua totalità. Guardarsi indietro come atto di comprensione verso se stessi e ciò che ci circonda è il primo passo verso un senso profondo di Sé e degli altri, una conquista che si ottiene nel momento in cui ci fermiamo, ci prendiamo il tempo per capire, per rispondere ad un nostro dubbio. Rispetto nel suo senso orignario conduce al sapere cosa è stato e di conseguenza dove ora siamo, significa poter considerare ciò che ci riguarda e riguarda gli altri con consapevolezza, significa avere un senso di noi ed è un'attività più intima che sociale, ma si estende anche a chi ci è accanto perchè essere consapevoli di ciò che siamo significa sapere che posto occupiamo nel mondo e il primo atto di rispetto deve compiersi verso noi stessi se vogliamo essere in grado di applicarlo con il prossimo. Mi auguro che questa passeggiata nella nostra lingua sia stata in grado di chiarire a molti il senso profondo di un termine tanto abusato e che invece dovrebbe essere partecipato nella quotidiana disciplina interiore che ciascuno di noi dovrebbe praticare.

mercoledì 30 ottobre 2013

Cercasi bassista per band metal

Cercasi un/a bassista per band metal, no cover. Si richiede serietà e voglia di fare. Sala prove zona Villa Adriana. Per ulteriori info contattare al 3472103829 Thunder.